5G driver di sviluppo per robotica e AI

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Robotica e AI (intelligenza artificiale) stanno progressivamente conquistando mercati e settori produttivi, a cominciare dalla manifattura, che ha agganciato la sfida 4.0.

Il giro d’affari mondiale per i sistemi di AI e cognitive computer raggiungerà – secondo le stime della società di ricerca Idc – 19,1 miliardi di dollari nel 2018, con un aumento del 54,2% rispetto a quanto speso nel 2017. Entro il 2021, invece, dovrebbe arrivare alla cifra record di 52,2 miliardi di dollari con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 46,2% nel periodo 2016-2021.

La partita 4.0, guidata appunto da robotica e AI, è strettamente legata a quella del roll out delle nuove reti, soprattutto mobili.

La comunicazione wireless, infatti, sarà cruciale per abilitare le tecnologie di Industry 4.0 dato che offre tutte le caratteristiche che si adattano alle applicazioni industriali.

In questo senso il 5G rappresenta la chiave di volta. La bassa latenza, l’elevata capacità e le velocità gigabit della quinta generazione mobile daranno la spinta definitiva all’Industria 4.0, soprattutto all’ Industrial IoT che ne rappresenta il pilastro.

Il 5G offre connessioni con velocità di download medie di circa 1GBps e, a lungo termine, le performance contribuiranno a rendere la produzione sempre più flessibile, aumentando il livello di sicurezza e l’efficienza della fabbrica digitale.

Con il 5G, le aziende possono ampiamente aumentare il numero di sensori impiegati nella produzione e la frequenza di aggiornamento.

Non è un caso, dunque, che nelle strategie della Commissione europea il piano per lo sviluppo dell’ AI vada di pari passo con quello per il 5G.

Bruxelles punta ad investire almeno 20 miliardi di euro nell’ AI da qui al 2020. In questa ottica, l’esecutivo comunitario ha deciso di aumentare di 1,5 miliardi di euro il suo contributo alla R&D nel quadro del programma Horizon 2020. La misura dovrebbe promuovere ulteriori investimenti per 2,5 miliardi di euro.

Nel contempo, il Fondo europeo per gli investimenti strategici (chiamato anche Fondo Juncker) si concentrerà da qui al 2020 proprio sull’ intelligenza artificiale con l’obiettivo di promuovere investimenti fino a 500 milioni di euro.

E sempre nel 2020 in Europa il 5G diventerà realtà.  Il documento “5G for Europe: an Action Planrichiede agli Stati membri di identificare una lista di frequenze “pioniere” per il lancio iniziale dei servizi 5G, di adottare un accordo in merito al set completo delle frequenze e di monitorare i progressi delle small cells, favorendone lo sviluppo.

A livello organizzativo si incoraggiano gli Stati ad adottare delle roadmap nazionali, a promuovere sperimentazioni preliminari (dal 2017) e trial commerciali (dal 2018), a rendere disponibile un iniziale standard globale 5G (fine 2019) e a identificare almeno una città che diventerà “5G enabled” (entro fine 2020). A livello economico, infine, si propone di identificare le ipotesi e le modalità per una venture financing facility.

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