Intelligenza artificiale, Italia in pista. Servono “talenti”

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Il varo del piano Industria 4.0 del governo italiano ha acceso i riflettori sull’ intelligenza artificiale (AI).

La nuova manifattura sarà guidata da robot in grado di gestire tutta la filiera produttiva. Le associazioni di categoria del settore meccanico snocciolano numeri che parlano di una forte ripresa del mercato interno per quanto riguarda la domanda di sistemi basati su intelligenza artificiale (AI).

Secondo i dati di Ucimu-Sistemi per produrre i numeri del comparto robot arriveranno a fine 2017 molto vicino ai livelli del periodo pre-crisi, a 4,25 miliardi di Euro.

Quanto ai dati di Federmacchine, la produzione del settore dovrebbe arrivare a valere 44 miliardi di Euro solo per la domanda interna, segnando un +6,8%, tasso di crescita doppio di quello registrato dall’export.

Tra i comparti che crescono più velocemente nel secondo trimestre 2017 ci sono quello dei macchinari per ceramica (con le commesse a +60%) e il meccano-tessile (+66%).

Il motivo di questi aumenti? Gli incentivi di Industria 4.0 fanno gola alle imprese che vogliono innovare: il 44% delle aziende attive in settori che più di altri saranno investiti dalla digital disruption stanno implementando progetti di intelligenza artificiale su larga scala, dice uno studio Capgemini-Digital Transformation Institute. Di queste, 4 su 5 creeranno nuova occupazione.

La massiccia diffusione di sistemi di intelligenza artificiale trainata dal roll out del piano Industria 4.0 aumenterà dunque la richiesta di figure altamente specializzate. Ecco perché l’88% delle aziende italiane ha già avviato in modo proattivo corsi di formazione/aggiornamento per i dipendenti in modo da gestire l’impatto dell’AI.

Numeri che fanno ben sperare sull’aumento dei livelli occupazionali nei settori ad alta produttività. Ma che non bastano se il sistema scolastico e della formazione nel suo complesso non innova. In questo senso è stato rafforzato in ottica 4.0 il Piano nazionale Scuola digitale: il Miur sta investendo oltre 1,5 miliardi di Euro per dare a tutti gli studenti le basi per comprendere e governare tecnologie sempre più centrali per il mondo del lavoro. Molte delle misure previste dal piano contribuiscono all’alfabetizzazione digitale che sta alla base del “governo” di qualsiasi tecnologia e quindi anche delle soluzioni di smart manufacturing.

Tra le misure maggiormente sinergiche con il piano Industria 4.0 spiccano: gli atelier creativi, i laboratori territoriali per l’occupabilità e gli interventi per lo sviluppo del pensiero computazionale.

E l’ora dell’intelligenza artificiale scatta anche nella PA.

L’Agenzia per l’Italia Digitale ha creato una task force di 30 esperti chiamati ad analizzare l’impatto dell’AI sulla burocrazia italiana.

Entro dicembre verrà presentato un primo rapporto sintetico – un libro bianco – con suggerimenti e raccomandazioni che la pubblica amministrazione italiana potrà adottare per allinearsi alle migliori prassi internazionali. La task force, inoltre, valuterà possibili progetti pilota per sperimentare applicazioni e servizi che utilizzano strumenti di Intelligenza Artificiale.

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