IoT , nuova frontiera del business

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L’ Internet of Things ( IoT ) sta per diventare realtà. Secondo Accenture nel 2020 si arriverà a oltre 25 miliardi di apparati connessi. Nel suo libro “Designing the Internet of Things“, il tecnologo Adrian McEwen evidenzia come le idee e i prodotti vincenti dovranno collegare oggetti della vita quotidiana, andando ad aumentare la diffusione di apparati e sensori nonché la mole di dati che dovranno essere gestiti.

Cresceranno anche le opportunità di business in termini di diffusione di piattaforme di sviluppo così come in termini di soluzioni di connettività. Tre sono i gradi di maturità delll’ IoT dal punto di vista applicativo: applicazioni consolidate, applicazioni sperimentali e applicazioni embrionali.

Le applicazioni più diffuse, dunque consolidate, in Italia sono quelle legate alla smart home e alle smart city, mentre iniziano a prendere piede anche i contatori intelligenti (smart meetering) per misurare i consumi – trampolino di lancio sarà il piano Enel di sostituzione di contatori – le soluzioni domotiche, la sicurezza delle persone e i servizi di infomobilità.

Nella seconda fascia – applicazioni sperimentali – rientrano le soluzioni basate su tecnologie Rfid per la supply chain (il tracciamento tramite radiofrequenza delle merci in ogni “pezzo” della catena della distribuzione) che però in Italia stentano a decollare. Il motivo? La scarsa collaborazione tra gli attori della filiera. Stesso discorso per l’eHealth: in questo caso occorrerebbe un forte impegno della Pubblica Amministrazione che dovrebbe pensare ai vantaggi di lungo termine, finanziando progetti strategici.

Infine i diversi ambiti in cui l’ Internet of Things è ancora allo stato embrionale: è il caso delle smart grid energetiche protagoniste di test in piccola scala.

Una leva centrale per uno sviluppo sistemico dello IoT  è rappresentato dall’ Industria 4.0.

“Con industrial IoT – spiega Giovanni Miragliotta, direttore dell’Osservatorio IoT della School of Management del Politecnico di Milano – intendiamo l’integrazione di macchine complesse, di network sensor e di software dedicato all’analisi dei dati. L’industrial IoT ha direttamente a che fare con i temi dell’integrazione con il mondo della machinery e contiene una commistione importante di elementi hardware e software con una logica che unisce alla produzione tradizionale il supporto di oggetti che portano dati e intelligenza. Inoltre il concetto di Industrial IoT unisce altri campi che entrano in gioco in questo scenario e che vanno dall’ industrial analytics, al machine learning, dai big data alle soluzioni M2M sino ai Cyber Physical System”.

“L’ industrial IoT – sottolinea Miragliotta –  rappresenta la base della quarta rivoluzione industriale o della Smart Manufacturing, ma perché questo avvenga l’ IoT deve sviluppare un processo di manifattura in grado di andare oltre la fase di inizio del ciclo di vita e deve comprendere tutte le componenti della produzione per estendersi anche alla fase di fine del ciclo di vita stesso con un approccio di tipo circular economy, che diventa un paradigma di sostenibilità e di vantaggio competitivo”.

In Italia l’implementazione del piano Calenda rappresenta la chiave di volta dello sviluppo dell’ IoT.

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