Mercato unico digitale: ecco i dossier più caldi

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Inizia il conto alla rovescia per le elezioni parlamentari europee del 2019. I mesi fino al prossimo maggio saranno cruciali per fare il bilancio di quanto fatto sul fronte del mercato unico digitale, pilastro della strategia UE 2020, e per immaginare azioni strategiche da mettere in campo nei 5 anni a venire.

La connettività ultraveloce è diventata l’asset principale di tutte le economie moderne, con Internet e la mobile economy che stanno spingendo il Vecchio Continente verso la rivoluzione 4.0, aprendo opportunità senza precedenti.

In questo contesto, guardando al prossimo decennio, come possono i regolatori promuovere lo sviluppo di fibra e 5G per realizzare la Gigabit Society ? Risposte che il nuovo Parlamento Europeo e la nuova Commissione dovranno essere capaci di dare anche alla luce delle sfide che questa società 4.0 pone: i social media che incidono sempre di più sulle relazioni sociali, le Big Tech che promuovono operazioni di M&A su larga scala e l’ intelligenza artificiale, che solleva questioni etiche senza precedenti, nonché le minacce alla sicurezza cibernetica.

Intanto le istituzioni europee accelerano sulla conclusione dei dossier più caldi, relativi al mercato unico digitale, prima della scadenza del mandato. A cominciare dal supercomputer: il Consiglio UE ha di recente adottato il regolamento per creare EuroHpc, l’infrastruttura di calcolo ad altissime prestazioni.

“L’impresa comune europea per il calcolo ad alte prestazioni assumerà la forma di un partenariato pubblico-privato – si legge nella nota del Consiglio – e sarà composta dall’UE, dai singoli Stati membri, dai Paesi terzi associati al programma quadro Horizon 2020 e da associazioni private”. Costo dell’impresa 486 milioni di euro, di cui 386 milioni provenienti dal programma quadro di ricerca e innovazione Horizon 2020 e 100 milioni dal programma Connecting Europe Facility.

L’impresa comune dovrebbe avviare le sue attività al più tardi all’inizio del 2019, in modo da conseguire l’obiettivo di dotare l’UE di un’infrastruttura di supercomputer con altissima capacità di trasferimento dati, e iniziare a sviluppare le tecnologie e le applicazioni necessarie per raggiungere ulteriori capacità consentono almeno un miliardo di miliardi di operazioni al secondo approssimativamente tra il 2022 e il 2023.

L’altro dossier riguarda la cybersecurity. A ottobre si apre la negoziazione tra commissione, parlamento e consiglio sul Cybersecurity Act, che definisce nuovi compiti per l’Agenzia Europea della sicurezza informatica (Enisa) e introduce un’etichetta sul livello di difesa degli oggetti connessi. Si punta a realizzare anche un laboratorio di ricerca ad alto livello che dovrà elaborare la strategia di cyber-difesa dell’Unione.

Altri due provvedimenti chiave, dove la connettività ad altissime prestazione gioca un ruolo centrale, sono le raccomandazioni sul formato digitale dei dati clinici e sullo sviluppo dello standard delle auto connesse.

Nel primo caso la UE punta a realizzare la cosiddetta medicina dei dati con sistemi interoperabili e reti di TLC performanti che permettano che la cartella clinica di un paziente “viaggi” in sicurezza e sia leggibili in tutti gli Stati.

La seconda concerne investimenti e definizione degli standard nello sviluppo delle auto connesse. La commissione ha finanziato con 18,5 milioni il progetto di una strada connessa in 5G tra Austria, Germania e Italia, che colleghi Monaco e Bologna. L’obiettivo e arrivare a una Carta che acceleri nuove forme di mobilità in Europa.

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