Riforma delle Tlc , Europa accelera. Dubbi delle telco

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L’Europa accelera sulla riforma delle Tlc .

La commissione industria dell’Europarlamento (Itre) ha dato il via libera al nuovo Codice delle Comunicazioni elettroniche contenente numerosi provvedimenti tra cui: misure per favorire gli investimenti nel 5G e banda ultralarga, novità nel sistema di assegnazione delle licenze per lo spettro (25 anni di durata con revisione dopo 10), oltre al rafforzamento del Berec e a un sistema di 112 “al contrario”, che segnala situazioni di pericolo ai cittadini.

Il testo concede ai regolatori nazionali più poteri per obbligare gli incumbent ad aprire le reti ai loro concorrenti, privilegiando di fatto il modello wholesale-only.

Inoltre spinge al coinvestimento ma senza incentivi che, invece, la Commissione aveva in qualche modo introdotto con una regolazione più light. Il Parlamento europeo ha però modificato questa opzione.

E proprio su questo punto si sono levati gli scudi delle big telco. Etno, l’associazione che raccoglie gli ex incumbent, ha inviato un documento al Consiglio d’Europa in cui fa notare che Bruxelles non è riuscita, con il nuovo European Electronic Communications Code, a valorizzare il ruolo delle infrastrutture per lo sviluppo del mercato unico digitale così come a tutelare i consumatori.

Gli operatori, che investono complessivamente 26,6 miliardi di euro l’anno in Europa, “credono nella concorrenza sulle infrastrutture e nella visione della Gigabit Society , che sono impegnate a realizzare”, si legge nel testo di Etno.

Tuttavia “devono fare i conti da dieci anni con perdite giornaliere di 100 milioni di euro, pur continuando ad investire in fibra ottica e 5G una cifra stimata di oltre 500 miliardi di euro”.

In questo contesto per Etno il quadro regolatorio è fondamentale per creare fiducia sul mercato e portare nuove reti e servizi ai cittadini europei; secondo i big player le attuali direttive Ue (Telecoms Regulatory Framework) sono molto più efficaci del nuovo Codice, che non migliora affatto, “la protezione degli investimenti che le telco europee sono chiamate ad effettuare”.

Occorre, dunque, una manovra correttiva sul nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche.

Il primo cambiamento – secondo Etno – deve riguardare lo stimolo agli investimenti, soprattutto per quelli in reti fisse ad altissima capacità.

Inoltre la scelta del consumatore deve essere la bussola delle nuove regole e, per questo, alle telco deve essere garantita la capacità di competere sul mercato alle stesse condizioni degli Over-the-top, affinché i cittadini europei traggano vantaggio da ogni tipo di offerta, compresi i servizi “in bundle”.

Il Consiglio d’Europa ha dato alla presidenza estone il mandato generale per avviare i negoziati con il Parlamento europeo sulla proposta del nuovo codice, partita dalla Commissione Itre.

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