Fibra e 5G . Governo spinga investimenti – Vanhille

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Il dopo-elezioni. Vanhille: “ Fibra e 5G le sfide più importanti. Il Governo spinga gli investimenti ”

“Un Paese moderno ha il dovere di garantire a tutti i cittadini, compresi quelli che vivono nelle cosiddette aree a fallimento di mercato, il diritto e la possibilità di usufruire di tutti quei servizi digitali, dall’intrattenimento all’Internet Of Things, accessibili solo attraverso una rete a banda ultralarga efficiente e affidabile”.

Questa la vision e l’auspicio di Philippe Vanhille, Senior Vice President Telecom Business di Prysmian Group.

Un messaggio al governo che si appresta a guidare il nostro Paese e che secondo il manager “deve pensare non solo al presente ma soprattutto al futuro”.

L’Italia paga ancora lo scotto del digital divide e sta accumulando un ulteriore gap, ancora più pericoloso, quello sulla banda ultralarga.

Ma a Vanhille piace guardare il bicchiere mezzo pieno e si dice fiducioso:

“Nel 2017 si è fatto tanto e i primi segnali positivi e incoraggianti cominciano a vedersi. Siamo sulla strada giusta ed è assolutamente necessario che il nuovo Governo faccia tutto il possibile per proseguire lungo questo percorso”.

Va poi rafforzata la strategia per favorire gli investimenti da parte dei privati:

“Investire in aree dove vi è un ritorno economico nel breve periodo è chiaramente conveniente per aziende che hanno come scopo principale quello di creare un profitto” evidenzia il manager. “Ma se consideriamo la banda larga un servizio abilitante per il cittadino al pari di acqua, luce, fognature, gas etc. – come deve essere in realtà – il discorso cambia e di sicuro con un sistema che agevoli l’investimento di supporto in capex è molto più efficace la realizzazione dell’infrastruttura anche dove il ritorno economico è molto diluito nel tempo”.

Stabilità e supporto normativo sono però conditio sine qua non:

“Un sistema più è stabile più è in grado di attirare investimenti, per questo sono necessarie regole chiare e precise. Un continuo cambio di direzione in ambito normativo non favorisce la crescita”.

Le nuove infrastrutture in fibra – ne è convinto Vanhille – sono il punto di partenza, “la condizione necessaria per potere offrire ai cittadini e alle imprese un numero sempre maggiore di servizi digitali”. E la politica deve dunque fare la sua parte attraverso un’opera di sensibilizzazione ma anche attraverso “l’attuazione di misure concrete che valorizzino i servizi innovativi”.

L’ipotesi di voucher per famiglie e imprese “è un’idea positiva e sicuramente può rivelarsi un prezioso incentivo per dare una spinta al processo di digitalizzazione del Paese”, sottolinea ancora il manager il quale però puntualizza che “da sola non può bastare” e che serva “un più ampio piano di investimenti e di sviluppo”.

Il nuovo esecutivo si troverà sul tavolo anche il dossier 5G:

“L’Italia ha tutte le carte in regola per essere competitiva nel 5G ed essere all’ avanguardia non solo in Europa, dove sicuramente può essere un player di riferimento, ma anche in tutto il mondo. È fondamentale però farsi trovare preparati dal punto di vista infrastrutturale: una tecnologia come quella del 5G necessita di una rete di antenne adeguata, supportata da una rete ottica molto densa e di alta qualità”. Ma la questione non compete solo al Governo. “È l’intero sistema che deve essere organizzato. Sarà poi il mercato a decidere in quale direzione, il Governo dovrà impegnarsi a garantire la parità di fruibilità per tutti gli attori”.

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