Un codice per un’ Europa unita all’ insegna del digitale

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Un nuovo codice per un’ Europa unita anche sul fronte digitale. L’ Unione europea sta lavorando alla nuova direttiva che aggiorna il codice europeo delle comunicazioni elettroniche contenente norme semplificate grazie alle quali le imprese saranno invogliate a investire in nuove infrastrutture di qualità, in tutti i paesi dell’ Ue. Bruxelles prevede che nel prossimo decennio – entro il 2025 – gli investimenti mobilitati dal nuovo quadro normativo potrebbero far aumentare il PIl europeo di 910 miliardi euro e creare 1,3 milioni di nuovi posti di lavoro.

Il nuovo codice europeo delle comunicazioni ha l’obiettivo di ridurre sostanzialmente gli obblighi normativi nel caso in cui operatori concorrenti co-investano in reti ad altissima capacità e facilitino la partecipazione dei piccoli operatori a progetti di investimento grazie alla condivisione dei costi e al superamento di barriere di scala, ad esempio. Si introducono norme che rendono più prevedibili le prospettive d’investimento per i “pionieri” che assumono il rischio di investire in zone meno redditizie, come quelle rurali.

Focus anche sull’ utilizzo dello spettro radio, centrale per lo sviluppo di reti senza fili: la Ue mira a ridurre le divergenze tra le prassi regolamentari dei vari paesi membri.  Il codice propone licenze di lunga durata, assieme a requisiti più rigorosi per l’uso dello spettro radio. Propone inoltre di coordinare i parametri di base, come i tempi di assegnazione, per assicurare la rapida liberazione dello spettro ad uso del mercato dell’ Ue e una maggiore convergenza delle politiche nazionali in materia di spettro allo scopo di offrire una copertura completa senza fili in tutta Europa.

Un capitolo ad hoc è dedicato alla tutela del consumatore. Con le norme aggiornate i consumatori abbonati a pacchetti di servizi (che combinano internet, Tv, telefonia fissa e mobile) potranno cambiare fornitore con più facilità e i gruppi vulnerabili (anziani, disabili e beneficiari di assistenza sociale) vedranno tutelato il loro diritto a sottoscrivere contratti internet a prezzi abbordabili.

Infine, per garantire che siano applicati i requisiti di sicurezza  – vale a dire, reti e server sicuri –  una serie di norme saranno estese anche ai nuovi operatori online che offrono servizi equivalenti agli operatori tradizionali. Il regolamento prevede anche che in futuro gli utenti possano chiamare il 112, numero di emergenza universale nell’ Ue, attraverso tali servizi online, senza incorrere in alcun costo supplementare.

La Ue si propone anche di rafforzare il ruolo delle autorità nazionali di regolamentazione e del Berec e di garantire l’applicazione coerente e prevedibile delle norme in tutto il mercato unico digitale, limitando l’attuale frammentazione e incoerenza.

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