Fibra e 5G al banco di prova nel 2019

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Il 2019 si prospetta come un anno chiave per lo sviluppo della banda ultralarga in Europa. Mentre l’Italia è alle prese con la possibile realizzazione della rete unica Tim-Open Fiber, l’Europa accelera sulla strategia per la realizzazione della gigabit society che mira a garantire, entro il 2025, connessioni internet a un gigabit per secondo in tutte le scuole, nelle strutture del trasporto pubblico e nelle Pubbliche Amministrazioni anche nelle aree rurali ed extra-urbane. In che modo? Attraverso l’utilizzo di un mix tecnologico di fibra e 5G, passando per il WiFi.

Per raggiungere il target la UE ha stanziato, attraverso i fondi strutturali, 6 miliardi e 940 milioni di euro destinati agli investimenti sulla banda larga. Gran parte delle risorse arrivano dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), mentre 921 milioni provengono dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR).

Oltre ai fondi strutturali, ci sono anche altri 3,2 miliardi disponibili nell’ambito del Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (“Piano Juncker”), stanziati per il digitale. Esistono poi altre risorse stanziate attraverso la Connecting Europe Facility (CEF), uno strumento che ha a disposizione circa un miliardo di euro per migliorare le infrastrutture e i servizi digitali nell’UE. Nel prossimo bilancio dell’Unione Europea, l’esecutivo comunitario ha proposto di aumentare le risorse fino a 3 miliardi di euro.

Ma le risorse finanziare senza norme pro-investimenti rischiano di non essere sufficienti. Il 2019 sarà a l’anno in cui si inizieranno a raccogliere i frutti del regolamento UE sulle TLC, il nuovo assetto regolatorio varato per dare un colpo di acceleratore al roll-out delle reti.

Gli Stati membri devono facilitare l’introduzione di fibra e 5G, mettendo a disposizione uno spettro adeguato per raggiungere l’obiettivo della “Roadmap UE 5G“: una infrastruttura di quinta generazione mobile in almeno una delle principali città di ogni Paese dell’Ue entro due anni. Il pacchetto prevede inoltre incentivi per gli investimenti in fibra per gli operatori wholesale only e facilitazioni per il co-investimento in reti.

Sul fronte wireless, da segnalare il bando Wifi4EU: un investimento complessivo di 120 milioni con cui la Commissione Europea intende favorire lo sviluppo di servizi WiFi pubblici in circa 6000 comuni d’Europa entro il 2020. Saranno erogati voucher di 15.000 euro a città.

Fibra e 5G e WiFi sono dunque le tecnologie da tenere sott’occhio nell’anno che verrà. E non solo perché innoveranno servizi, pubblici e privati, garantendo velocità di connessione mai viste prima ma anche perché faranno “viaggiare” l’Europa. Nel vero senso della parola.

È infatti partito il progetto “5G Carmen” per la realizzazione di un “corridoio digitale” che si snoderà tra Monaco e Bologna che prevede l’impiego del 5G per la mobilità connessa e automatizzata del futuro sulle strade europee.

In sostanza diverse tecnologie 5G saranno installate e validate in aree selezionate del corridoio e nelle zone di confine. Il progetto riguarda 600 chilometri di strade attraverso Italia, Austria e Germania, lungo una delle più importanti direttrici individuate dalla Comunità Europea per migliorare la mobilità delle persone e delle merci in tutta Europa.

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